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L’effetto alone- E’ la difficoltà di valutare la realtà.

L’effetto alone fa parte del repertorio classico della psicologia sociale, è un bias cognitivo, un pregiudizio che porta ad un errore di valutazione. E’ la difficoltà di valutare la realtà. Quante volte ci capita di giudicare una persona intelligente soltanto perché è di bell’aspetto? Le star di Hollywood o i  Vip, dimostrano perfettamente di possedere l’effetto alone. Perché?  Spesso sono attraenti e simpatici e supponiamo naturalmente che siano anche intelligenti, amichevoli; insomma ricamiamo su di loro un buon giudizio. Ma le nostre valutazioni, sono poi così accurate? Percepiamo in maniera corretta la realtà dei fatti? La maggior parte delle volte no!

I politici per esempio, chi più chi meno, conoscono molto bene i vantaggi di creare l’effetto alone. Cercano di apparire cordiali, amichevoli, sorridenti, mentre parlano di argomenti che spesso sono privi di sostanza o facendo giri di parole senza rispondere alle domande. Eppure le persone tendono a credere che la loro politica sia buona, perché la persona appare buona. In fondo, se ci pensate, il ragionamento non fa una piega!

Ma non è proprio così, perché l’effetto alone abbaglia la nostra capacità di valutare con accuratezza e più a fondo le persone e le situazioni. Nel 1970, il noto psicologo sociale Richard Nisbett, dimostrò quanto incida sulle nostre valutazioni personali l’effetto alone.

La simpatia dei prof come effetto alone

Nisbett e Wilson esaminarono il modo in cui alcuni studenti giudicavano dei docenti che leggevano( Nisbett & Wilson, 1977 ). Gli studenti furono divisi in due gruppi, fu detto loro che la ricerca si basava sulla valutazione dei professori da parte degli alunni.

 

Ogni gruppo guardava un video assegnatogli, diverso ma dello stesso docente; ogni gruppo ignorava che anche l’altro gruppo vedeva a video la stessa persona, sebbene avesse atteggiamenti differenti.

 

Il docente nel primo video, ostentava un forte accento belga (questo particolare era importante!). In questo video il gruppo osservava il docente rispondere a una serie di domande in modo estremamente accogliente e cordiale.

 

Nel secondo video, l’altro gruppo vedeva lo stesso prof, rispondere esattamente alle domande in modo freddo e distaccato.

 

Gli sperimentatori avevano fatto in modo che l’alter-ego del docente fosse più simpatico.

 

Guardato il video, i due gruppi furono invitati a votare il docente secondo l’aspetto fisico, gli atteggiamenti e anche sul suo accento (gli atteggiamenti furono mantenuti gli stessi in entrambi i video).

 

 

 

Coerentemente con l’effetto alone, gli studenti che videro l’incarnazione del finto prof belga, valutarono questi, più attraente fisicamente, dai modi simpatici e con un accento di gran lunga  più attraente.

 

Sorprendente! L’effetto alone aveva colpito ancora!

 

Quando l’inconscio viene “fregato” dall’effetto alone, nel dare giudizi

La sorpresa a questo punto fu, che gli studenti che videro il primo video, non avevano nessuna idea particolare del perché diedero al docente punteggi più elevati. Gli sperimentatori, valutate le risposte, incalzarono  gli studenti, chiedendo loro se le valutazioni date, fossero state influenzate da quanto il prof piaceva. Nonostante questo, la maggior parte degli studenti sostenne che la valutazione della simpatia del finto prof  belga, non erano state influenzate da caratteristiche specifiche.

 

Al contrario, chi vide il docente del secondo video, cioè quello incazzoso, diede una valutazione decisamente negativa. Alcuni infatti ammisero che le valutazioni delle caratteristiche individuali avevano inciso sulla valutazione globale della sua simpatia.

 

Concludendo, i primi erano convinti che  il loro giudizio sull’aspetto del docente, sull’atteggiamento e sull’accento non fosse stato influenzato dalla simpatia!

 

Come negare l’evidenza senza accorgersene!

 

Gli usi comuni dell’effetto alone

L’effetto alone è affascinante e ormai ben noto nel mondo degli affari. Per esempio esiste nel commercio un effetto alone particolare chiamato “reputazione di marketing”. In cosa consiste? In pratica un libro che ha stampato il logo “Harvard Classics” sulla copertina, può avere il doppio del prezzo di uno stesso, identico libro che non abbia l’avallo di Harvard. Questo può valere anche nel settore della moda: l’aggiunta del nome di un noto stilista su un semplice paio di jeans può gonfiare il suo prezzo enormemente.

Questo esperimento dimostra che, anche se siamo in grado di comprendere l’effetto alone intellettualmente, spesso non ci rendiamo conto quando realmente si sta verificando. Questo modo di “mimetizzarsi” rende l’effetto utile per il marketing quanto per i politici.

 

Gli studi e le prove sperimentali dimostrano che l’effetto alone esiste e opera nelle nostre menti, ma dimostra anche che molti di noi, nel giustificare una valutazione, sarebbero pronti a negare di essere stati presi nella sua trappola!

 

Comunque, la prossima volta che votate per un politico, o considerate l’acquisto di un paio di jeans firmati o decidete se farvi piacere qualcuno, chiedetevi se l’effetto alone è in funzione. State davvero valutando globalmente una persona o un prodotto? Il vostro giudizio si fonda su una valutazione accurata o è offuscato da altro?

 

Delle volte, un semplice controllo e qualche domanda in più, potrebbe risparmiarci dal votare per la persona sbagliata, buttare via soldi o evitare di rifiutare qualcuno che magari potrebbe essere un amico leale.

 

O forse, con tutte le migliori intenzioni per non commettere un errore di valutazione, si finisce per sbagliare comunque..

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