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La Storia di Tutto

L’Universo e nato per dare vita a noi? Uno spreco di spazio,di energia, miliardi di anni di evoluzione. Ha fatto tutto questo per noi? Tutto e stato calcolato? Una grande ingegneria che mette insieme la matematica,le leggi fisiche e la biologia.

Quante volte ha provato a nascere per essere quasi perfetto? E nato, si e spento ed e nato di nuovo…..questa fluttuazione quantistica del vuoto e stata quella giusta….quante volte ha vinto la supersimmetria e quante volte no.

Energia in stato di “quasi vuoto falso” e contenuta in un campo scalare( un campo che genera massa, campo di inflazione)-un confronto in natura esiste se analizziamo un campo elettrostatico( il campo generato dall’accumulo statico nei vestiti che li tiene attaccati). Un campo elettrostatico uniforme e praticamente non rivelabile: genera campi elettrici solo quando e disomogeneo e cambia nel tempo. Il campo di inflazione ha le stesse caratteristiche di base, pero quello che e diverso e che trasporta energia. Quando il campo scalare diminuisce, subisce un fenomeno chiamato fluttuazione quantistica  che spiega il comportamento delle particelle subatomiche in elettrodinamica della fisica quantistica.

E questo che ha causato il Bing Bang?  E possibile che il Bing Bang avesse origine dal risultato di fluttuazioni quantistiche del vuoto, che l’ Universo e nato dal vuoto, dal nulla?

Nella fisica moderna esistono due pilastri fondamentali: meccanica quantistica e la relatività generale, che in un modo descrivono l’evoluzione del Universo, ma queste due sono in contrasto fra di loro, e vediamo il perche

Al centro di tutto c’e il principio di incertezza di Heisenberg. Il principio di Heisenberg dice che non e possibile misurare contemporaneamente e con esattezza le proprietà che definiscono lo stato di una particella elementare, possiamo determinare con esattezza la posizione di una particella , pero ci troveremmo ad avere massima incertezza sulla sua velocità.

Il principio di incertezza di Heisenberg consente a un piccolissimo spazio vuoto di emergere( probabilmente a causa delle fluttuazioni quantistiche- vuoto metastabile). Quando tutto questo accade ci sono due possibilità: se questa “bolla” di spazio non si espande rapidamente – scompare. Ma se questa”bolla” si espande può creare in modo irreversibile un “universo”. Allora alla domanda : che cosa c’era prima del Big Bang? , possiamo avere una risposta”incerta” : forse la fluttuazione quantistica del vuoto aveva creato il Bing Bang… e un ipotesi…un ampio pensiero.

Se esaminiamo attentamente un “pezzo di vuoto”, vediamo che non e completamente vuoto- e riempito da spazio-tempo, lo spazio-tempo ha curvatura e struttura, e riempito di particelle, coppie di materia virtuale e antimateria. La creazione di copie virtuali(materia-antimateria) non viola la legge di conservazione della massa(non se può creare energia/massa da nulla), perche esistono solo per tempi molto,molto brevi( tempo di Planck  10-43 secondi), questa violazione della legge non ha alcun impatto sulle leggi macroscopiche. Il vuoto quantistico e lo stato fondamentale dell’ energia del’Universo. Il vuoto quantistico e la fonte di tutto – per esempio le particelle elementari quantistiche hanno caratteristiche sia delle onde che delle particelle. Dal vuoto quantistico escono tali caratteristiche che lasciano la loro firma sugli oggetti nel mondo reale. L’Universo non e riempito di vuoto quantistico, e la base della sua esistenza. Il vuoto quantistico e la fonte delle leggi fisiche che noi oggi osserviamo. Del nulla e del vuoto possiamo parlare al infinito…

Nella fisica quantistica se un processo quantistico non e estremamente vietato, accadrà. Per esempio il decadimento radioattivo si verifica quando neutroni e protoni saltano fuori da un nucleo atomico. Le posizioni dei neutroni e protoni sono stabilite dalla funzione d’onda, esiste una piccola, ma finita, probabilità che i tunnel quantistici di queste particelle, escano fuori dal nucleo. La probabilità e piccola, ma esiste, e serve abbastanza tempo per accadere(decine,migliaia,miliardi di anni), e l’Universo a tutta questa pazienza. Per esempio il tempo di decadimento(dimezzare)nucleare del tecnezio 99 e di 6 ore, carbonio 14 di 5730 anni, uranio 236 di 4,5 x 109 anni.

Ho detto prima che la meccanica quantistica e la relativita generale non vanno d’accordo, causando incoerenze matematiche,infiniti insignificati e probabilita negative, la chiave di successo e la supersimmetria.

La supersimmetria e una teoria, che afferma che ogni particella descritta dal modello standard della fisica quantistica ha un superpartner con una massa diversa. Quindi ogni particella di materia(fermione) ha una particella di forza(bosone) e viceversa. Un elettrone e un esempio di fermione, mentre un fotone un esempio di bosone. Una delle proprieta dei superpartner sarebbe che in realita annullerebbe la massa. Quando un fermione viene trasformato in un bosone e poi di nuovo in fermione , si scopre che la particella si e spostata nello spazio, un effetto correlato alla relativita speciale

In assenza di supersimmetria,le tre forze della meccanica quantistica(elettromagnetismo,forza nucleare debole e forza nucleare forte) non possono essere descritte come tre aspetti di un unica superforza esistita all’inizio dell’Universo.

In tutto questo spazio-tempo siamo solo noi a fare queste domande…L’Universo ha pensato anche agli altri?

In quello che segue vediamo se riusciremo a rispondere totalmente o parzialmente alle domande.

Questa storia comincia 13.7 miliardi di anni fa, da una piccola Singolarità infinitamente densa e estremamente calda nasce il nostro Universo,e un evento forse unico con il quale a avuto inizio tutto:lo spazio,il tempo,la materia,energia e anche noi. E per arrivare ai giorni nostri, cominciamo dal tempo di Planck di -44 secondi(la constante di Planck), che e il tempo più vicino mai calcolato al Bing Bang.

Prima di questo tempo le leggi fisiche conosciute oggi non esistevano,le quattro forze fondamentali (forza di gravita,forza elettromagnetica,forza nucleare forte e forza nucleare debole)erano riunite in una sola forza fondamentale. La temperatura del nostro Universo era di 5×1031 K e può essere considerato il momento quando vengono create le particelle.

Questi primi istanti sono essenziali perche vengono creati gli elementi  che consentiranno al nostro Universo di esistere come lo conosciamo oggi.

Gli enormi valori delle quattro forze in questo brevissimo tempo e le distanze uguali alla lunghezza di Planck di 1.6×10-35m,le predizioni della Teoria di Relatività Generale di Einstein non sono più valide. E necessario tener conto della fluttuazione quantistica(mutamento temporaneo nello stato dello spazio vuoto che consente la creazione di coppie particella-antiparticella).

L’energia ha cominciato a condensarsi  prima in particelle elementari(quark e elettroni) poi in particelle maggiori(protoni e neutroni). L’energia cinetica media per ogni particella in questo brevissimo istante e di E=6×1019GeV, sono condizioni estreme dove il tempo,quantità di moto, energia, lo spazio sono dominate del principio di indeterminazione ed e necessaria una teoria  che unifichi la meccanica quantistica ,la relatività ristretta e relatività generale in una unica teoria. Una teoria che ancora non esiste.

Dopo Era di Planck ,l’Universo passa nell’ era della Transazione delle Teorie Unificate ha un tempo  di  10-35s ,temperatura di quasi 5×1027 K e un’energia cinetica di 6×1015 GeV.

Durante questa brevissima epoca che se estende da 10-35 a 10-32 secondi, l’Universo si espande di un fattore esponenziale di 50 (1050), la sua dimensione passa da una misura del nucleo di un atomo a quella di una arancia.

Questa fase del Universo , questa espansione vertiginosa e molto più importante di quella che seguirà: dall’ Era Inflazionaria fino ai giorni nostri il volume dell’ Universo aumenterà solo di 109 ,ovvero appena un miliardo di volte. Questa teoria del Inflazione del Universo e stata teorizzata per la prima volta nel 1979 da Alan Guth.

Guth stava lavorando sulla Teoria di Grande Unificazione (GUT), un’insieme di teorie che unificano interazione forte, debole ed elettromagnetica, ossia tre delle quattro interazioni fondamentali, che così non sarebbero altro che diverse manifestazioni di un unico campo la cui unità sarebbe visibile solo alle altissime energie che si sono avute nei primi istanti di vita dell’Universo.

L’orologio passa da 10-32 a 10-10  secondi, la forza elettrodebole e la forza forte sono diverse,i quark e i leptoni non stanno più insieme, si comportano come particelle diverse. I bosoni X e Y decadono i quark e leptoni. Con il loro decadimento porta a una asimmetria tra materia e antimateria,con una lieve prevalenza della materia. Era Elettrodebole a un periodo breve , ma che corrisponde a un grande intervallo di energie. L’Universo arriva a una grandezza di quasi un miliardo di chilometri, e per la prima volta l’Universo ci favorisce.

Fine dell’ Era Elettrodebole e inizio dell’ Epoca di quark con un tempo corrispondente fra 10-10 e 10-6 secondi e una temperatura di 1.5 x1015 K. In questa epoca tutte le particelle hanno acquistato una massa tramite il meccanismo di Higgs,  le quattro forze fondamentali hanno le stesse proprietà di quelle di oggi.

ll campo di Higgs insieme al bosone di Higgs che viene scoperto al CERN di Ginevra il 4 luglio del 2012, ovvero una grandezza fisica che ha valori in tutti i punti dello spazio-tempo , e un campo scalare molto complesso. Nel Modello Standard il ruolo di campo di Higgs e fondamentale: le particelle elementari acquistano massa in seguito proprio all’ interazione con esso. Si ipotizza che il campo di Higgs riempi tutto l’Universo come un liquido viscoso e le particelle, interagendo con tale campo, rallentano e acquistano una massa. Alcune particelle sono più pesanti di altre, per esempio il quark top o i bosoni W e Z, o la differenza di massa tra protone, neutrone ed elettrone, i costituenti della materia negli stati aggregati, vengono spiegati in termini di’intensità dell’interazione di queste con il campo di Higgs. La massa dello stesso bosone di Higgs è dovuta alla sua interazione con se stesso, mentre il fotone, mediatore dell’interazione elettromagnetica, non interagisce con l’Higgs, è a massa nulla e si muove alla velocità della luce. Infatti, in base alle simmetrie sulle quali si basa il Modello Standard, le particelle elementari dovrebbero avere massa nulla e viaggiare alla velocità della luce; a causa della cosiddetta “rottura spontanea” di tale simmetria, esse interagiscono con il campo di Higgs, acquistano massa e si muovono a velocità finita.

La prossima transazione del Universo avviene a t=10-4 secondi quando i quark si uniscono in tripletti(i pochi anti-q rimasti per formare anti-p e anti-n) per formare protoni e neutroni a una temperatura ancora enorme di T=1,5×1010 K.

Niente può fermare l’espansione del Universo!

Nell’Universo abbondano le particelle con massa inferiore a 6 MeV: elettroni, positroni, neutrini, antineutrini e fotoni. L’Universo è ancora così caldo e denso che anche i neutrini interagiscono rapidamente e sono in equilibrio termodinamico con e, gamma. Il numero di questi tipi di particelle è di  poco diverso uno dall’altro. Invece il numero di p e di n è molto piccolo, circa uno ogni miliardo di gamma, (o e o n). Il numero di n è quasi uguale a quello dei p.

Dopo il primo secondo del nostro Universo a una temperatura che sta scendendo, di T=1010 K, avviene il dissacopiamento dei neutrini. L’energia media dei neutrini è diminuita, come è diminuita quella di qualsiasi altra particella. Come conseguenza è diminuita per i neutrini la loro probabilità di interagire; questo, connesso al fatto che la densità della materia diminuisce con l’aumentare del tempo, fa sì che i neutrini non interagiscano più con il resto della materia e diventino indipendenti. Il fatto che il neutrone abbia una  massa lievemente superiore a quella del protone  non aveva importanza quando le energie tipiche erano elevate: nelle collisioni,  un neutrone poteva trasformarsi in un protone con la stessa probabilità con cui avveniva la reazione inversa. Con le energie cinetiche di questo periodo, la differenza di massa tra n e p produce una differenza nei tempi di reazione. Per esempio poco prima del disaccoppiamento dei neutrini la reazione netrino(e) + n in e+ p era più probabile della reazione inversa. Si è avuto quindi un aumento di protoni rispetto a quello dei neutroni. A t = 1.0 s si aveva circa il 25% di neutroni e il 75% di protoni. In una collisione pn si può formare un nucleo di deuterio, (n+ p in d + gamma) che viene rapidamente spezzato nei suoi costituenti in una successiva collisione con un fotone (gamma + d in n + p).

Siamo arrivati a 3 secondi da quando lo spazio-tempo si allarga velocemente,l’energia e pari a E=0,5 MeV per particella,  i fotoni hanno un’energia al di sotto dell’energia richiesta per produrre coppie e+ eQuindi non vi è più una compensazione alla perdita di elettroni e positroni, dovuta alla loro annichilazione. Gli e ed e+ scompaiono rapidamente; resta solo un piccolo numero di elettroni, quelli  che erano in numero lievemente superiore agli e+. Il numero degli elettroni che restano è esattamente uguale a quello dei protoni. L’energia che si libera nel processo di annichilazione riscalda le particelle che sono accoppiate tra loro, per esempio i fotoni, ma non i neutrini. I fotoni hanno quindi una temperatura del 35% superiore a quella dei neutrini. Il numero di neutroni continua a diminuire.

Da 3 a 180 secondi i positroni sono scomparsi dall’Universo, i neutroni continuano a trasformarsi in protoni a causa di varie reazioni che favoriscono la particelle di massa inferiore. A ciò va ad aggiungersi il decadimento spontaneo (n in p + e + antineutrino(e)). Il rapporto n/p è ora di 15% neutroni e 85% protoni. In questa fase, i componenti principali dell’Universo sono gamma, neutrino, antineutrino disaccoppiati con piccolissime percentuali di epn (un elettrone per qualche miliardo di fotoni).

Sono passati già 3 minuti dalla nascita del Universo,spazio-tempo continua a aumentare a 1000 miliardi di km, la temperatura scende al valore giusto perche permette ai protoni e neutroni di legarsi per formare i primi nuclei atomici .Le coppie di leptoni e antileptoni si sono annichilite,l’energia dell’ Universo e dominata dai fotoni che ancora continuano a reagire con protoni e elettroni e questo fenomeno continua per 380.000 anni.

Si formano i primi atomi: atomi di idrogeno, elio e litio, ed isotopi di idrogeno, mentre i fotoni si muovono liberamente nell’Universo.

L’Universo diventa trasparente a se stesso: radiazione e materia da questo momento in poi seguiranno due strade completamente indipendenti. La radiazione cosmica di fondo è la prima traccia visibile del nostro Universo; essa permea tutto lo spazio e i suoi fotoni, dopo un viaggio di oltre 13 miliardi di anni luce giungono sulla Terra fortemente raffreddati a causa dell’espansione dell’Universo (redshift cosmologico). Quello che riusciamo ad osservare è la cosiddetta superficie di ultimo scattering, cioè la radiazione che per ultima ha interagito con la materia prima di venirne disaccoppiata. Nulla sappiamo invece degli istanti precedenti. E’ come osservare un fitto banco di nubi: noi possiamo osservare direttamente solamente la superficie a noi più vicina, ma non possiamo dire nulla sugli strati immediatamente superiori. L’era della materia ha avuto inizio: da questo momento in poi l’Universo si evolverà dando vita, in qualche centinaio di milioni di anni, alle prime stelle e galassie.

Comincia l’Era delle prime strutture cosmiche.

La formazione delle strutture cosmiche procede gerarchicamente dalle più piccole alle più grandi. Le prime strutture a formarsi furono I quasar. Le irregolarità nella distribuzione della materia da parte dell’inflatone furono causate da fluttuazioni quantistiche in questo particolare campo di Higgs. Tali irregolarità si manifestavano soprattutto in zone di materia più condensate rispetto ad altre. La forza gravitazionale agì su queste irregolarità formando agglomerati di materia sempre maggiori: ciò portò alla formazione delle prime stelle,200 milioni di anni dopo il Bing Bang, e delle prime galassie attive.

I processi di fusione nucleare innescatesi nel nucleo di queste stelle portò alla formazione di elementi pesanti come l’ossigeno, il carbonio, il neon, il ferro e l’azoto, che si diffusero nello spazio interstellare in seguito alle esplosioni delle stelle in supernove, con la conseguente formazione di buchi neri. Con la loro esplosione, le stelle massicce formatesi 200 milioni di anni dopo il Big Bang, dette “megastelle” diedero origine ad una radiazione elettromagnetica  particolarmente intensa, responsabile, probabilmente, della ionizzazione degli atomi di idrogeno che si riscontra fra gli ammassi di galassie nell’Universo attuale. L’intensa radiazione emessa dai primi quasar riionizzò l’Universo e da allora in poi la maggior parte di esso è composta di plasma. In seguito enormi quantità di materia collassano(colpa della gravita) per formare le galassie.

La formazione delle stelle è il frutto della competizione tra la gravità che tende a schiacciare una stella sul suo centro e la pressione prodotta dalla materia riscaldata dalle reazioni nucleari che avvengono all’interno della stella stessa.

Queste reazioni trasformano idrogeno in elio secondo due  meccanismi chiamati ciclo protone -protone e ciclo CNO (carbonio, azoto, ossigeno). Quest’ ultimo avviene nelle stelle in cui si è già formato carbonio che funge così da catalizzatore. Se la stella è sufficientemente pesante ( massa almeno 3 volte quella del sole), una volta esaurito l’idrogeno, darà vita a una gigante rossa che potrà continuare le reazioni di fusione nucleare, fondendo l’elio secondo un meccanismo chiamato triplo alfa. Con la fusione di tre nuclei di elio, si forma  il prezioso carbonio.

Quando l’elio si esaurisce, può iniziare la fusione del carbonio (solo se la massa della stella è di circa 9 volte quella del sole)  con formazione di ossigeno e neon: il nucleo della stella si contrae, arrivando a temperature di  1010 K.   Poi, per cattura di particelle α (nuclei di elio) si formano Si, S, Ar, Ca.
Per la formazioni degli elementi più pesanti bisogna raggiungere temperature di 5×1010 K. Si avrà allora la fusione diretta dei nuclei. Così vengono prodotti tutti gli elementi chimici, fino al ferro. Quando l’ultimo ciclo di reazioni produce  Fe, il processo di fusione è così poco efficiente da non essere più in grado di contrastare la contrazione gravitazionale.

A questo punto la stella collassa con un enorme aumento di densità e di temperatura che provoca un esplosione di inaudita violenza ( supernova) disseminando nello spazio gli elementi chimici formatisi.
La formazione degli elementi più pesanti del ferro avviene principalmente per cattura di neutroni seguiti da successivi decadimenti radioattivi da parte dei nuclei di media massa formatisi all’interno delle stelle. Questo può accadere molto lentamente (migliaia di anni) all’interno delle giganti rosse oppure, tramite processi rapidi ( pochi secondi) durante la fase esplosiva delle supernove.

Siamo a 550 milioni di anni dopo il Bing Bang, la gravita fa muovere ammassi di polvere e gas, dalle fluttuazioni di densità di questa materia iniziarono ad apparire le prime strutture dalla nostra galassia: Via Lattea(la galassia madre)

Il moto rotatorio della galassia e dei tutti corpi celesti e stato generato dal inizio della esplosione del Bing Bang. L’esplosione iniziale ha proiettato frammenti di materia(energia) in modo omogeneo in tutti le direzioni. Il moto rotatorio si può innescare quando le traiettorie degli oggetti non sono parallele ,ma convergenti. In questo caso tra gli oggetti si sviluppano forze di attrazione gravitazionale sufficientemente grandi da produrre un’aggregazione sempre più ampia dotata di forze non baricentriche che determinano la nascita dei momenti e moti rotatori.

Il moto rotatorio e più stabile del moto rettilineo (grazie al momento di inerzia) e si mantiene inalterato nel tempo, nel vuoto relativo dello spazio, e quindi nascono due modelli delle aggregazioni della materia:

  1. Traiettorie della materia primordiale non perfettamente rettilinei e divergenti dal punto iniziale
  2. Non omogenea nella distribuzione della materia iniziale(in alcuni punti esisteva più materia che in altri) e la materia più densa attrae la materia meno densa,determinando traiettorie curve.

Nascono le prime stelle,le rosse giganti, dette di Popolazione II,e le stelle blu molto brillanti, dette di Popolazione I. In generale alla Popolazione II appartengono stelle vecchie formatesi poco dopo il Big Bang, che hanno una quantità molto ridotta di elementi più pesanti dell’elio; alla Popolazione I invece appartengono stelle più giovani che contengono gli elementi pesanti creati dalla morte delle stelle di Popolazione II. Il nostro Sole è una stella di Popolazione I.

La Via Lattea è una grande galassia a spirale con  quattro bracci che si avvolgono attorno a un rigonfiamento centrale a forma di disco, spesso circa 10.000 anni luce. Le stelle nella zona centrale sono più vicine le une alle altre che nei bracci, dove si trovano nubi di gas e polveri interstellari. Il disco ha un diametro di circa 100.000 anni luce ed è circondato da una grande nube di idrogeno, curva e frastagliata ai bordi, che a sua volta è attorniata da un alone sferico contenente ammassi globulari. Questo alone sembra essere di dimensioni doppie del disco stesso.

La nascita del nostro Sistema Solare ha origine dall’esplosione di una Supernova. Una stella che stava per morire, faceva qualcosa di straordinario,mandava vita verso un angolo della nostra galassia.

L’esplosione di Supernova rappresenta l’ultimo atto, distruttivo e spettacolare, del ciclo evolutivo di stelle massive. Durante l’esplosione viene liberata un’energia enorme, e la stella diventa così luminosa da splendere più di una intera galassia.

Materia formata dal gas ,polveri stellari inizia ad addensarsi, sempre per colpa della gravita, più al centro e a ruotare lentamente. E cosi nacque la nebulosa primordiale. In seguito alla contrazione, la temperatura della parte centrale si innalza gradualmente . Dall’esplosione della supernova sono passati 15 milioni di anni, ma si dovrà aspettare che ne passino altri 800 milioni prima che tutto il processo di creazione porti al sistema solare come lo vediamo oggi.

Circa 4,65 miliardi di anni fa questa nebulosa primordiale ha iniziato a contrarsi formando un disco (del diametro di 10 miliardi di km) in rotazione differenziale ( il materiale vicino al centro ruota più velocemente di quello più lontano). La contrazione del gas al centro del disco ha originato il Sole. All’aumentare della distanza dal Sole la temperatura della nube cala, e ciò permette prima l’aggregazione di particelle di polveri e poi, a distanze maggiori, l’aggregazione di ghiaccio e polveri. È per la collisione di queste aggregazioni che si sono formati i primi protopianeti. Grazie all’accresciuta dimensione, i protopianieti acquisirono una forza di gravita tale da attirare a se anche i gas. Si formarono dense atmosfere intorno ai nuclei rocciosi. In questo modo nascono i giganti gassosi come Giove ,Saturno,Urano e Nettuno. I protopianeti più vicini alla regione centrale che e più calda, mantengono una composizione prevalentemente rocciosa, da cui nascono : Mercurio ,Venere Terra e Marte e anche i meteoriti e asteroidi.

Plutone  non si può definire un vero e proprio pianeta,considerando che ha un orbita diversa rispetto agli altri pianeti, ma sopratutto perche ha dimensioni inferiori della nostra Luna.

La Terra comincio a formarsi,bombardata dai meteoriti, comete,sempre più grande,aumentando la temperatura che determino la fusione di tutti i minerali, che vennero ridistribuiti al interno del pianeta: ferro e  nichel sprofondarono e formarono il nucleo; i più leggeri, come alluminio ,sodio,potassio silicio ,si spostarono verso la superficie,dove formarono il rivestimento più esterno della Terra : il mantello e la crosta.

Bombardamento della vita

La vita su la Terra comincio in piccoli stagni caldi formati nella crosta  “bombardati” da meteoriti, che avrebbero portato dallo spazio i “mattoni della vita” in grado di formare le prime macromolecole.

I meteoriti contenevano una gran parte di atomi di idrogeno(oltre ad altri atomi),finche questo e presente,gli altri atomi tendono a combinarsi con esso: idrogeno e ossigeno formano molecole d’acqua(H2O),idrogeno e azoto molecole di ammoniaca(NH3),idrogeno e carbonio molecole di metano(CH4). Sono questi quattro gas a formare l’atmosfera primitiva di quasi ogni pianeta,cosi la vita sarebbe comparsa in qualsiasi sistema planetario,galassia del nostro Universo.

L’atmosfera primordiale appena formata interagisce con la gravita,i gas più pesanti rimangono intorno alla Terra,quelli più leggeri(idrogeno) vengono dispersi.

La presenza dei gas più pesanti e sempre maggiore,gli elementi cominciano a combinarsi tra di loro,ma non più con idrogeno,e quindi l’azoto forma molecole di azoto gassoso(N2),carbonio di monossido di carbonio(CO) e di anidride carbonica (CO2), e da qui che arrivano le prime molecole organiche. Si sono formate lentamente e con costanza nel corso di milioni di anni nei stagni di acqua calda,che questi stagni diventarono sempre più largi.

L’acqua oltre che per nutrire e un buon solvente, e ha permesso la formazione delle membrane cellulari, e le prime molecole auto replicanti,ovvero l’RNA,che poi ha originato il DNA.

Nel acqua gli organismi hanno sviluppato un nuovo sistema:la fotosintesi. Durante la fotosintesi un organismo lega insieme le molecole di anidride carbonica e molecole di acqua e, sfruttando l’energia dei fotoni ,ricava una molecola di zucchero e sei molecole di ossigeno(la molecola più importante sulla terra).

Liberato in atmosfera,l’ossigeno,viene utilizzato da organismi per bruciare le nuove molecole organiche da loro prodotte:gli zuccheri. Questi organismi in pratica hanno sviluppato un altro sistema per vivere:la respirazione. La respirazione e un processo chimico di combustione tra le molecole organiche e le molecole di ossigeno.

La luce proveniente dal sole e composta da diverse lunghezze d’onda,le onde corte(radiazione ultravioletta)uccidono gli organismi viventi e distruggono le strutture essenziale delle proteine e degli acidi nucleici. La luce ultravioletta arriva sulla terra costringendo gli organismi a stare sott’acqua. Una parte dell’ ossigeno liberato nell’atmosfera viene riattivato dalla luce solare e trasformato in ozono(O3). L’ozono impedisce alla luce ultravioletta di arrivare sulla Terra, e cosi gli organismi sono potuti uscire dall’acqua e a popolare la terra.

I primi organismi che  abbandonarono l’acqua furono delle alghe,che avevano sviluppato strutture simili alle radici, vasi per il trasporto della linfa e organi di riproduzione.

Il clima caldo e umido che ha caratterizzato un periodo di 30 milioni di anni, favori lo sviluppo di felci arborea ,i quali resti fossilizzati hanno prodotto i giacimenti di carbone fossile.

Dopo questo periodo di clima caldo,segui un periodo secco,con la apparizione delle gimnosperme(piante con semi non protetti:pini) resistenti alla siccità. Da questi , 50 milioni di anni dopo sono evolute le angiosperme(con il seme protetto), che attualmente dominano la terra.

Dopo le piante i primi animali a colonizzare la terraferma sono stati gli artropodi(crostacei,ragni,insetti) che già nei oceani primordiali avevano sviluppato una struttura esterna(esoscheletro) rigida.

Circa 350 milioni di anni fa, un gruppo di pesci dotati di pinne robuste hanno sviluppato veri e propri arti polmoni, più efficienti: gli anfibi.

La storia evolutiva degli anfibi inizia nel Devoniano(il periodo della Terra compreso tra 416-350 milioni di anni fa), i cui  rappresentanti mostrano una derivazione dai pesci Crossopterigi.

Da questi presero origini tutti gli altri anfibi. Verso la fine del Paleozoico(periodo fra 540-250 milioni di anni fa),gli anfibi iniziano una netta regressione, seguita dalla scomparsa della maggior parte degli ordini.

Durante il Carbonifero( periodo compreso tra 360-300 milioni di anni fa),da un gruppo di Labirintodonti presero origine i primi rettili.

Voglio fare una parentesi ,che per me ha un gran fascino, evoluzione di un organo mole : l’occhio.

2.5 miliardi di anni fa, la materia viva(primi organi unicellulari foto sintetici)inizia a trarre energia da la luce. Su un verme marino 500 milioni di anni fa ,compare un proto-occhio formato da alcune cellule fotosensibili ,appena utile per rivelare il ciclo giorno-notte. Per difendersi dall’acqua marina salata, cresce uno strato trasparente proteico. Lo strato trasparente non e uniforme, la differenza dello spessore dello strato ha una ricaduta sulla rifrazione della luce. Cosi compare il primo cristallino: permette allo spiraglio esterno di rimanere abbastanza ampio per garantire la luminosità dell’immagine senza perdere nitidezza. Per fare spazio all’occhio pian piano comincia formarsi una coppa. Con il passare del tempo negli organismi esistenti la coppa ottica diventa più profonda, mentre il foro frontale sempre più piccolo. L’effetto e una camera oscura che aumenta la risoluzione, riducendo la distorsione e permettendo il passaggio attraverso l’occhio di un sottile raggio di luce.

La svolta decisiva nell’evoluzione dell’occhio come lo conosciamo oggi e stata la comparsa della lente. Lo sviluppo della lente e avvenuto da cellule trasparenti che rivestivano il foro ottico per prevenire azioni dal medio esterno, facendo in modo che l’interno dell’occhio si riempisse di una sostanza liquida, che ottimizza la sensibilità alla luce e la sua elaborazione.

Le proteine del cristallino che si formarono sulla superficie crearono una struttura che si rivelo utile per far convergere il raggio di luce in un solo punto della retina.

Questa lente  e proprio la chiave della flessibilita dell’occhio perche addatta la sua curvatura per vedere  oggetti vicini e lontani.

Il perfezionamento sequente fu  l’iride, un anello colorato che controlla la quantità della luce che entra nell’occhio. Poi la sclerotica(strato esterno bianco e rigido che serve a stabilizzare la struttura dell’occhio) e le ghiandole lacrimali che emettono una pellicola protettiva.

Importante e stata la concomitante evoluzione del cervello che, con lo sviluppo della corteccia visiva,la quale e stata in grado di elaborare le immagini più definite e colorate captate dell’occhio.

Per esempio la retina nell’uomo e al contrario, con i fotorecettori rivolti verso l’interno dell’occhio, i risultato e un punto cieco, proprio dove il nervo ottico deve attraversare la retina per raggiungere lo strato fotosensibile posteriore.

Gli occhi dei cefalopodi(molluschi marini), che hanno avuto un’evoluzione separata, hanno la retina rivolta verso l’esterno e la loro vista non ha punti ciechi.

Negli Anablepidi, i cosiddetti pesci quattrocchi, gli occhi sono divisi in due parti per poter guardare sopra e sott’acqua, e sono perfetti per individuare predatori e prede.

Gli occhi degli insetti sono un caso a parte.

Essi  sono  multipli  e  proiettano un’immagine  a  mosaico  di  un  ampissimo  campo  visivo  (le  libellule  contano  in  un unico enorme occhio bombato sino a 20000 elementi ottici). I recettori sono formati da  cellule  rabdomeriche(ciascuna delle formazioni sensoriali che formano il rabdoma negli occhi composti,costituite da neurofibrille ingrossate,a forma di bastoncelli),  diverse  da  quelle  ciliari  dei  vertebrati.  Ma  la  scoperta  di unità  rabdomeriche  negli  occhi  e  ciliari  nel  cervello  di  un  verme  marino  arcaico indica che l’origine della visione dei vertebrati e degli insetti è la stessa.

Torniamo ai primi rettili comparsi su la terraferma, nuovi animali dalla pelle impermeabile, dura e ricoperta di squame, e sopratutto le uova avevano un guscio duro, in grado di resistere al prosciugamento da parte del sole. Il Permiano si caratterizzò come un periodo di regressione degli oceani e di desertificazione delle terre emerse, cosi i nuovi venuti si diffusero fino a rimpiazzare gli anfibi. Gli anfibi cominciavano a assumere caratteristiche tipiche dei rettili.

I primi protagonisti sono i Seimuriamorfi con il particolare Seymouria che raggiungeva circa 70 cm di lunghezza, aveva un cranio da anfibio e il resto del corpo da rettile,con ossa più forti e le vertebre sacrali unite insieme,una testa sproporzionata rispetto al corpo, larga e schiacciata. Le zampe sono ancora disposte lateralmente e piegate ad angolo retto e molto robuste. Rispetto agli altri anfibi, il Seymoria poteva resistere più al lungo sulla terraferma poiché la sua pelle non rischiava la disidratazione. Cosi e cominciata l’era dei rettili.L’ Era Mesozoica, un periodo compresso fra 250-60 milioni di anni fa, viene suddiviso in 3 periodi: Triassico, Giurassico e Cretaceo.

Dopo l’estinzione di massa di fine Permiano(che porto alla scomparsa di quasi tutta la vita acquatica e di circa 85% delle specie terresti)arriva una spinta evolutiva di grande intensità e rapidità che porto alla comparsa degli antenati di alcune delle più importanti famiglie di animali e vegetali ancora oggi esistenti.

Lo spazio evolutivo venne colmato durante il Mesozoico attraverso l’ascesa degli rettili, specialmente i dinosauri, ma anche uccelli e mammiferi.

L’inizio dell’ era Mesozoica e caratterizzata dalla presenza di un unico super continente: la Pangea, che attraverso la deriva degli continenti e destinato a dividersi in vari continenti. esisteva solo un unico oceano:la Panthalassa.

I primi continenti furono Laurasia e Gondwana. Laurasia formata da Europa, Asia e Nord America. Gondwana da Sud America Africa e Oceania. Cosi oggi possiamo spiegare il ritrovamento dei resti dei dinosauri in America meridionale e Africa ,fossili vissuti nella stessa epoca.

Lo studio paleontologico ha diviso i dinosauri in due gruppi distinti: Saurischi( carnivori e erbivori) e Ornitischi( esclusivamente erbivori). La suddivisione dei due gruppi viene fatta principalmente sulla struttura dell’osso pubico e del bacino. I Saurischi li avevano simili agli attuali coccodrilli, invece i Ornitischi ricordano gli uccelli.

In biologia esiste un sistema di classificazione scientifica detto anche “classificazione tassonomica” degli esseri viventi e di fossili, ovvero:

-dominio, regno, tipo, classe, ordine, famiglia, genere, specie.

Una sistematica filogenica raggruppa gli esseri viventi che sono più strettamente legati in termini di evoluzione( hanno un antenato comune non troppo lontano in termini temporali), cosi due animali che sono della stessa famiglia sono imparentati, rispetto a due animali che si trovano nello stesso ordine, e cosi via.

Uno dei più grandi dinosauri, il Seismosaurus, aveva una massa corporea di quasi 100 tonnellate, una lunghezza di 25 metri e una altezza di 15 metri; nasce una domanda: perche i dinosauri si sono sviluppati cosi tanto?

Esistono due ipotesi: la prima e quella che nel Mesozoico la Terra aveva delle dimensioni ridotte, e una massa minore rispetto a quella attuale. Con una massa ridotta la Terra aveva anche una forza di gravita minora , e tutti animali pesassero di meno, erano più agile, le ali erano di minore dimensioni. Il loro accrescimento in massa e volume era superiore.

La seconda ipotesi e la selezione naturale. Un essere vivente di maggiori dimensioni a più probabilità di sopravvivere, rispetto a quelli più piccoli, e di portare avanti la specie.

All’epoca dei dinosauri ,solo gli erbivori più alti riuscivano a nutrirsi delle piante più alte per sopravvivere e riuscire a riprodursi; a loro volta i dinosauri carnivori più potenti riuscivano a mettere a terra gli erbivori più grandi.

Negli alberi, proprio sopra la testa dei grandi dinosauri, emersero i primi mammiferi, delle dimensioni di un topo. 150 milioni di anni fa, già specializzati sulla vita negli alberi, snelli, con mani e piedi e una coda che assomigliava alle scimmie di oggi, i primi mammiferi erano creature minuscole e inoffensive, grazie al loro basso profilo, queste creature difficili da vedere potevano nutrirsi di insetti e piccoli rettili, cacciavano di notte quando i dinosauri carnivori erano meno attivi. Le stesse caratteristiche che hanno aiutato i mammiferi a mantenere un basso profilo durante l’era mesozoica hanno anche permesso loro di sopravvivere all’evento di estinzione K-T (cretacico-terziario) che ha condannato i dinosauri, nel gigantesco impatto meteorico 65 milioni di anni fa e produsse una sorta di “inverno nucleare”.

A  causa delle loro dimensioni ridotte, i primi mammiferi potevano sopravvivere con molto meno cibo, e la loro pelliccia aiutava a mantenerli caldi in un’era di temperature globali in calo.

Con i dinosauri fuori dai piedi, l’era Cenozoica( che va dai 65 milioni di anni fa fino a 2 milioni di anni fa) fu una lezione oggettiva sull’evoluzione convergente: i mammiferi erano liberi di svilupparsi in nicchie ecologiche aperte, in molti casi assumendo la “forma”generale dei loro predecessori, dinosauri: le giraffe.

Il più importante, dal nostro punto di vista, i primati primitivi come il purgatorio(piccola creatura di dimensioni di un topo che trascorreva gran parte della sua vita sugli alberi, in particolare possedeva denti distintamente simili a quelli dei primati ,portando alla speculazione che questa piccola creatura era strettamente imparentata con le scimmie rhesus e agli scimpanzé).

8 milioni di anni fa il clima e geologia del Africa orientale cambia. La formazione della Great Rift Valley(la grande fossa tettonica – formazione geologica che si estende per 4000km in direzione nord-sud nell’attuale Siria fino in Mozambico)giunge a una delle ultime fase di un considerevole cambiamento, che segno la fine del fitto e uniforme manto di foreste che copriva quasi tutto il continente. L’innalzarsi delle montagne creo una barriera che si oppose alla circolazione del’aria umida che proveniva dal mare, e come conseguenza il clima si fece più caldo e secco e l’ambiente si inaridì. Nacquero cosi due ambienti molto diversificati. In prossimità della Rift Valley la primitiva foresta tropicale si trasformo in savana, mentre la foresta sopravvisse più a ovest ,lungo i grandi fiumi.

Il paesaggio con vegetazione frammentata e con maggiori distanze tra le fonti di acqua e cibo a portato all’evoluzione del bipedalismo umano circa sei milioni di anni fa. Da questo punto e successo che i nostri antenati ci sono divisi: i antenati degli cimpaze sono rimasti e vissuti nella parte occidentale, invece i primissimi nostri antenati sono rimasti nella zona settentrionale-orientale, e subito ci sono ramificati ,hanno dato origine alle specie figlie(early hominis). E una storia di ramificazione della specie, un cespuglio, un albero filogenetico ramificato. L’evoluzione e una esplorazione di possibilità, non siamo diventati umani in un colpo solo, non siamo diventati umani in una scala lineare di progresso, siamo diventati umani solo esplorando tanti diversi modi di esseri umani. Per quasi 4 milioni di anni evoluzione umana non a cambiato niente nel sviluppo del cervello umano, che stava intorno a 500 cm3, l’evoluzione e andata per un sviluppo del camino bipedi, nella dieta, nel campo di socializzazione , di stare in gruppo per difendersi dei grandi cacciatori feline. Vantaggio del bipedismo e di potersi alzare per avvistare le prede e quello di poter regolare la temperatura del corpo-la posizione verticale riduce la superficie del corpo esposta al sole.

Siamo nel periodo di australopiteco(scimmia del sud), che diventavano un può bipedi, erano ancora hibride-oscilavano fra bipedismo e andatura a quattro zampe, e qualcuno di loro comincia a sviluppare le utensili,le tecnologie litiche, che diciamo sono state utilizzate molto prima della comparsa del homo habillis.

Quando e nato il genere homo, intorno a 2,8 milioni di anni fa, sicuramente non era da solo, le australopitecine hanno avuto una serie di ramificazioni . Qualcuna di loro sono diventate più robuste, più massicci ,con grandi muscoli, divise in 3 specie(parantropi): Robustus, Aethiopicus e Bonsei,e altre australopitecine più piccole – hanno sopravvissuto per milioni di anni (australopitecus Sediba). Quello che e importante, e che l’evoluzione non e una sostituzione lineare di una specie, e una ramificazione, con qualche specie che rimane per tanto tempo(vedi rettili), e altre specie che vanno avanti. Non sappiamo con esattezza da quale due specie di Australopitecus viene fuori homo Habillis, ma aveva delle caratteristiche molto chiare: il bipedismo diventa completo, cervello assume una forma globulare e la sua capacita volumica e fra 600-700 cm3 . Comincia un cambiamento nella dieta, assumendo delle proteine proveniente dalle piccole animali che ocasialmente vengono cacciate. L’apporto di carne e molto importante per il cervello, che consuma il 20% del metabolismo corporeo.

Con homo habillis comincia la produzione delle prime utensili per tagliare la carne. Questo implica due cambiamenti cognitivi importanti: imparare a dominare il territorio(fare un accampamento, sapere dove sono le risorse di cibo e acqua, dove sano le pietre giuste per trasformale in strumenti) e progettare( per fare delle strumenti devi avere nella tua testa un modello del oggetto che devi utilizzare, e coordinare il cervello -occhi-mani)

Siamo quasi a meta strada dell’evoluzione umana(intorno a 2,5 milioni di anni fa), sono ancora in circolazione forme di altro genere(homo Habillis), sono ancora le Australopitecine: Sediba, Robustus, Aethiopicus e Bonsei, e succede un fatto mai visto prima alle forme homo- escono dal’Africa, inizia la prima diaspora umana( Out of Africa 1.0).

Il protagonista di questa diaspora e Homo Ergaster. Homo Ergaster e perfettamente bipede, più alto di statura, gambe lunghe slanciate( chiamato anche uomo camminatore),il cervello arriva intorno a 850 cm3 , migliore organizzazione sociale, e diventato più espansivo, più esploratore, più curioso. 2,5 milioni di anni fa si trova in Medio Oriente, e poco dopo lo troviamo in un posto strano: in Georgia(Caucaso). Dalla Giorgia si sposta in Pakistan, in Cina e addirittura in isola Java, va a occupare tutto il estremo oriente, e da origine a un altra variante importantissima che oggi lo chiamiamo Homo Ergaster Erectus, o semplicemente Homo Erectus, che non e un nostro antenato diretto, e una variante asiatica di gran successo di Homo Ergaster, che e anche molto longeva, le ultime specie di homo Erectus sono arrivati fino a 80.000 anni fa. E stata una specie ben organizzata, ben adatta al ambiente. La migrazione diventa un punto essenziale che caratterizza la specie homo.

Il processo di migrazione viene anche una seconda volta( Out off Africa 2.0), questa volta protagonista e stato Homo Heidelbergensis, nato sempre in Africa, dal Homo Ergaster.

Homo Heidelbergensis a cervello ancora più grande, intorno a 1000 cm3 , conformazione robusta, la fronte meno sfuggente, l’angolo della faccia e più verticale. Anche il suo processo di migrazione comincia dal Africa, continua nel Medio Oriente, Asia Centrale, Europa, e qui succede una cosa straordinaria: i rappresentanti della prima migrazione incontrano i protagonisti della seconda migrazione, e vano a occupare i stessi territori. Homo Heidelbergensis comincia anche una migrazione occidentale verso Europa, dove vive per molto tempo, subisce delle trasformazioni, adattamenti particolari: comincia non solo a costruire strumenti utili per cacciare, ma anche belli, simmetriche, una tecnologia che va avanti per molto tempo.

Homo Heidelbergensis in Europa subisce delle trasformazioni che con il tempo diventa Homo di Neanderthal. Questo processo e importante in evoluzione umana, che si chiama speciazione geografica, succede quandouna popolazione se espande nel suo territorio, se creano delle barriere geografiche, barriere di incrocio, non ce più flusso genetico, incrocio delle popolazioni diverse, e succede che la popolazione rimasta da un altra parte diventa diversa, sviluppa delle caratteristiche morfologiche differenti, e cosi nasce una nuova specie. Una separazione geografica, e diventata una separazione riproduttiva, cosi nasce un nuovo ramoscello nell’albero dell’umanità.

La variante europea della seconda migrazione e Homo di Neanderthal, che e il nostro cugino più stretto. Homo Heidelbergensis arrivato in Europa trova una Europa deserta e rimane isolato per centinaia di migliaia di anni, formando questa barriera geografica , trasformandosi in Homo di Neanderthal.

Homo di Neanderthal a un cervello ancora più grande del nostro , arrivava a 1700 cm3 , la zona occipitale del cranio era molto sviluppata( forma di una palla di rugby), una specie molto robusta, con muscolatura molto forte. E una specie nata in Europa, che puoi si e espansa, arrivo in Medio Oriente, sia spinto fino in Asia Centrale, e una specie ben adattata , molto intelligente, a vissuto a diverse ere glaciale, cacciava in gruppo mammiferi più grandi di lui( i mammut) , e sicuramente aveva un linguaggio articolato. homo di Neanderthal e una specie nata e vissuta in Europa, invece noi, Homo Sapiens siamo nati in Africa e arrivati in Europa con la terza migrazione umana(Out off Africa 3.0).

Homo sapiens e nato più meno 250.000 anni fa, in Africa Orientale( Etiopia, Kenia), siamo una specie giovane, siamo ultimo ramoscello del nostro albero genealogico di questa grande storia. Questa uscita dal Africa del Homo sapiens e più veloce, più organizzata dal punto di vista sociale. Uscendo dal Africa , incontra Homo di Neanderthal, con quale le differenze genetiche sono minime( 0.17%), il nostro cranio e più piccolo, siamo cugini più stretti, Homo di Neanderthal e europeo, Homo Sapiens e africano, abbiamo un antenato comune che e il Homo Heidelbergensis. E ci siamo incontrati molto presto in Medio Oriente, in particolare in Galilea, in Asia Centrale e puoi in Europa, il territorio di sapiens si sovrappone con quello di Neanderthal.

I Sapiens ci sono incrociati con Neanderthal, dando vita ai figli sani, e noi nel nostro DNA abbiamo tracce del DNA di Neanderthal, una convivenza tra due umanità che erano molto diversi.

Homo Sapiens arriva in Australia intorno a 65.000 anni fa, dando vita ai nativi aborigeni( Nova Zelanda e Nova Guinea), e poi della zona di Indonesia Homo Sapiens migra verso Pacifico, le Americhe vengono colonizzate intorno a 20.000-25.000 anni fa, dalla Siberia le popolazioni di cacciatori di Homo Sapiens scendono giù attraversando in verticale le Americhe, e una espansione planetaria, non ci sono più le barriere.

E una storia straordinaria di grande diversità, il carattere cespuglioso del evoluzione umana, comincia dal inizio con tanti rami diversi, e arriva fino oggi a Homo Sapiens, situati sul ultimo ramoscello e rimaniamo da soli- unica specie sopravvissuta.

Il modello “Out off Africa” rimane in piedi in base ai studi genetici; i più alti livelli di “variazione genetica” negli umani si trovano in Africa, esiste una maggiore diversità genetica in Africa rispetto al resto del mondo messo insieme.

L’origine del DNA moderno nei mitocondri( i motori delle nostre cellule)e stato rintracciato in solo una donna africana che visse 200.000-500.000 anni fa: Eva Mitocondriale.

I nostri genomi sono una combinazione di DNA di nostra madre e nostro padre. Il DNA mitocondriale (mtDNA) proviene esclusivamente da nostra madre, questo perche l’uovo femminile contiene grandi quantità di mtDNA, mentre lo sperma del maschio contiene solo una piccola quantità. Gli spermatozoi usano la loro piccola quantità di mitocondri per alimentare la loro razza al loro uovo prima di fecondazione. Una volta che uovo se fonde con la sperma, tutti i mitocondri dello sperma vengono distrutti. Di conseguenza , il DNA mitocondriale viene descritto come matrilineare( solo la parte materna sopravive di generazione in generazione). Quindi il nostro mtDNA e uguale a quello della nostra madre, e uguale a quello dalla sua madre, ecc…

Il DNA mitocondriale e utilizzato ampiamente dai biologi, in quanto e più facile da estrarre rispetto al DNA presente nel nucleo, dove ci sono molte copie con cui lavorare.

Eva mitocondriale non era la prima o l’unica donna sulla Terra in quel momento, era semplicemente il punto da cui tutte le moderne generazioni di umani sono cresciute. La ragione, forse, di quello che e successo, che un “collo della bottiglia” evolutivo si e verificato durante il periodo in cui Eva era viva, Questo succede quando la maggior parte di una specie si estingue improvvisamente, forse a causa di un’imprevista catastrofe, portandola sul’orlo di estinzione. Se Eva mitocondriale fosse una delle poche donne a sopravvivere, questo potrebbe spiegare perche il suo DNA mitocondriale “matrilineare ” fini per essere trasmesso da cosi tanti generazioni.

Allo stesso modo, il DNA del cromosoma Y, viene trasmesso solo dai padri ai figli, e un albero evolutivo relativo a tutti gli individui maschi di oggi.

Geneticamente, i 6 miliardi di persone di oggi, variano molto poco da questi precedenti Homo Sapiens che sono avventurati dal Africa.

Le classificazioni popolari della razza si basano in principio sul colore della pelle, forma e colori dei occhi, altezza, capelli etc. Sebbene queste differenze fisiche possano sembrare, al livello superficiale, molto “drammatiche”, sono determinate solo da una minuscola porzione del genoma: noi come specie condividiamo il 99,9% del nostro DNA l’uno con altro. Le poche differenze esistenti riflettono le differenze negli ambienti e fattori esterni , non la biologia di base. Importante a ricordare che l’evoluzione del colore della pelle si e verificata in modo indipendente e non a influenzato altri trati come intelligenza o il comportamento. I scienziati ancora non hanno trovato prove che ci siano differenze genetiche nell’intelligenza tra le popolazioni. Tutti abbia gli stessi numero di geni: cca 25.000, ma nel tempo le mutazioni causano variazioni nel nostro DNA, in alcuni geni che controllano i colori della melanina nella nostra pelle, si sono verificate diverse mutazioni che sono state selezionate positivamente in modo che molti di noi con una pelle molto più leggera abbiamo perso la capacita di produrre la melanina scura. La melanina scura blocca la luce ultravioletta, e si trova dove la luce solare e intensa. La melanina più leggera (più chiara) si trova dove la luce solare e meno intensa. E perche questo? Perche la luce solare e essenziale per avere un adeguata vitamina D. Alle latitudine settentrionali con pochissima luce durante inverno, era bisogno di ogni raggio di luce per poter avere la dose giusta di vitamina D.

L’evoluzione non si e mai fermata, e non si fermera.

Sara sicuramente anche un “Out of Earth”, con un altra speciazione, una popolazione che rimane isolata sulla Terra( Homo Sapiens), e un’altra(Homo Sapiens Galacticus) che andra oltre il Sistema Solare per compiere anche questa migrazione. Homo Sapiens Galacticus sara adatto a un altra forza di gravita, una altra atmosfera, aumentera la capacita polmonare, la vista adatta a un altra frequenza, e con tutto cio, la nostra razza porta a termine il compito del evoluzione, peccato che io non ci saro a vedere questi giorni….

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